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01
Gambe in spalla a caccia di notizie
per il nuovo quotidiano
Il giornalista
scrive, il tipografo
compone
tutto a mano.

Decine di persone al lavoro di notte per
preparare i primi numeri.
Catturare l’attenzione del lettore è l’obiettivo primo del “pezzo”.
Il giornalista legava gli elementi annotati sul taccuino in un racconto dettagliato utilizzando le informazioni raccolte con interviste, osservazione personale, dichiarazioni dei testimoni e attingendo dalle fonti ufficiali.
Dopo il via libera del direttore la notizia scritta a macchina (o a mano) passava all’abilità dei tipografi.
Prima dell’arrivo delle macchine tipografiche (linotype) il giornale si componeva tutto a mano.
Lettera dopo lettera i tipografi allineavano i piccoli caratteri* formando parole, spazi, punteggiature che sistemavano con le pinzette via via fino a completare le righe dell’articolo una dopo l’altra.
I caratteri erano materiale prezioso. Nulla poteva essere sprecato. Così, dopo la stampa, ogni pagina veniva smontata in modo preciso: (le “a” con le “a”, le “b” con le “b” ecc…) e le lettere erano pronte per un nuovo utilizzo, per raccontare nuove notizie.
Le lettere “smontate” dalle pagine trovavano spazio nelle cassettiere che sono qui conservate.
Era un lavoro di pazienza certosina e di precisione che richiedeva tutta la notte e un gran numero di addetti. Anche per questo all’alba dei suoi giorni Libertà usciva con una sola pagina.
Indice dei contenuti
Curiosità, senso critico, voglia di conoscere e far conoscere la realtà: è la scintilla che fa inseguire un’idea colta al volo che ha in sé la potenzialità di diventare notizia. Il giornalista si è mosso da sempre su questi binari e si muove ancora così. Al di là delle fonti ufficiali – istituzioni, agenzie eccetera – è fondamentale anche il fiuto e la capacità di cogliere da un particolare la possibilità di un’inchiesta, di una notizia che abbia rilevanza pubblica. Un processo che approda, dritto-dritto, al lettore. Del resto, i principi cardine per la scelta della notizia sono gli stessi da sempre (o dovrebbero esserlo…): sono basati sulla veridicità della notizia, la verifica e appunto l’interesse pubblico.
Il quotidiano si consuma in breve tempo e - soprattutto agli albori della stampa - il giornalista diventava quasi un tutt’uno col suo lavoro. Notte e giorno a respirare l’aria della tipografia, sigarette come caramelle, il tempo sempre tiranno che fiatava sul collo e vita privata ridotta al lumicino, ma sempre con quella spinta a non fermarsi mai… Tempi quasi epici quelli dei giornali nati dalla manualità, prima che la tecnologia li trasformasse lentamente, ma inesorabilmente. Così come tanti film ce li hanno raccontati con inchieste capaci di far tremare il potere.
*Caratteri
Blocchetti di piombo o zinco che hanno nella parte superiore in rilievo una lettera dell’alfabeto o un segno particolare. Riuniti in una determinata sequenza danno vita alla composizione tipografica.