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INIZIO ‘900: CON L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
UN SALTO DI QUALITÀ

Linotype,
a Libertà arriva
la macchina
intelligente.

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Saranno utilizzate fino al 3 settembre del

1986, l’ultimo numero del giornale

composto con il piombo.

Linotype

Protagonista di questo step non sono più i caratteri mobili ma la tastiera della Linotype*.
In tipografia inizia la meccanizzazione e con essa si fa largo una nuova figura professionale: i tipografi ora sono chiamati linotipisti.
A Libertà nel 1902 il cuore della tipografia diventano le linotype. Inizialmente due poi, via via, si moltiplicano fino all’attuale “batteria”.
Massicce e complesse si possono considerare grandi macchine da scrivere. Sono corredate da una piccola caldaia per la fusione del piombo utilizzata per “sfornare” i caratteri.Sulla tastiera il linotipista riscriveva il testo dell’articolo e quindi, azionata da un ingegnosissimo procedimento, la macchina restituiva righe di piombo che assumevano la stessa forma e dimensione delle colonne delle pagine del giornale.
Non c’erano altri passaggi perché tutto questo avveniva sulla stessa postazione linotype.
Le linotype hanno lavorato fino al 3 settembre 1986 per l’ultimo numero del giornale composto con le lettere di piombo.

Indice dei contenuti

Stampa, tra Ottocento e Novecento: l’innovazione si chiama Linotype

Le linotype hanno rappresentato un vero e proprio prodigio della tecnica tipografica. Una rivoluzione per i giornali - Libertà ne schiera 12 in questo museo - permettendo di accelerare i tempi per la stampa dei quotidiani. Anche i titoli più piccoli, fino a corpo 14, potevano essere composti utilizzando la Linotype. Capace di comporre e andare a capo automaticamente. Una nuova figura professionale si affacciò al lavoro tipografico: il linotipista. Batteva sulla tastiera le lettere che, attingendo dal piombo fuso in una caldaia di cui erano dotate le macchine stesse, componeva le righe. Quali erano i vantaggi della Linotype rispetto alla composizione manuale adottata fino a quel momento?

Senza dubbio, la velocità di composizione, ma non solo. Se con i caratteri mobili era necessario “smontare” le pagine composte riponendo lettera dopo lettera in appositi spazi nelle cassettiere che formavano il bancone tipografico, con le Linotype furono eliminati la quasi totalità degli errori – in gergo refusi - e i caratteri di fusione erano sempre nuovi e creati sul momento, con la possibilità quindi di non esaurirli nel comporre righe di testo molto lunghe.

Ma c’era un rovescio della medaglia. Per le correzioni da introdurre nella singola riga era necessario rifondere di nuovo il piombo e riscriverla al completo nel caso si fosse dovuto correggere anche una sola, singola lettera, così come si sarebbe dovuto ricomporre un intero periodo per togliere o aggiungere una parola.

Inconvenienti superati e ritenuti minori tanto che la macchina per la composizione dominò nei maggiori giornali italiani per tutto il ‘900 fino al passaggio alla fotocomposizione digitale.

*Linotype

È un procedimento di stampa che avviene attraverso una macchina che compone matrici incise dei singoli caratteri fondendo una riga di composizione in un solo pezzo.
La Linotype fu il primo sistema di composizione a caldo e venne lanciata nel 1886.

Museo della stampa di Libertà

EDITORIALE LIBERTÀ

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