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Una storia affasciante lunga secoli
nel mondo dei segni

I caratteri
per la scrittura:
strumenti
per comunicare.

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Da creazioni artistiche a segni lineari per aiutare la lettura.

le Fonti

Innumerevoli le fonti* raccolte nel corso del tempo e conservate nelle cassettiere di questo museo…
Materiale vivo che, giorno dopo giorno, ha formato le righe degli articoli pubblicati sul giornale fin dai suoi primi passi.
Un mondo affascinante che permette di entrare nel misterioso e particolare universo di segni che, secoli fa, hanno aperto le porte alla divulgazione delle idee e del pensiero attraverso la scrittura.
E continuano a farlo seppure in forme diverse.
I caratteri per la scrittura hanno una storia lunga che affianca scoperte e conquiste registrate nell’evoluzione culturale dell’umanità.
È naturale che, prima con i caratteri e la scrittura e poi con la divulgazione attraverso la stampa, si sia aperto un mondo tutto nuovo che ha facilitato la divulgazione dei saperi. Da quel momento i caratteri e le loro varie forme, definite fonti, si sono moltiplicate.
Oggi si parla di famiglie di fonti che vengono elaborate dai progettisti che ne studiano le forme adeguandole, alleggerendone il tratto. Obiettivo finale favorire e rendere più semplice e lineare la lettura.
La storia della scrittura, analizzata in tutte le forme espresse nei millenni, è immensa. Gli studiosi ne collocano la comparsa a partire da circa 5500 anni fa. I Sumeri, antica civiltà del sud della Mesopotamia, sono indicati come inventori della scrittura intorno al 3400 a.C. Un’altra tappa epocale, molti secoli dopo, è rappresentata dalla stampa. Risale al 1455 infatti la pubblicazione a Magonza della Bibbia che fu resa possibile ai caratteri mobili inventati dall’orafo e tipografo tedesco Johannes Gutenberg.

Indice dei contenuti

La calligrafia umana è una cifra individuale. Lo è perché si differenzia per ciascuno.
Anche la scrittura (oggi meccanica o digitale) ha infinite varietà e forme che acquista attraverso caratteri o font, come più professionalmente vengono definiti dai grafici e da chi si occupa di stampa. È per questo che la stessa parola, per esempio, può assumere forme grafiche diverse a seconda dei caratteri che vengono utilizzati per digitarla, proprio come se fossero persone diverse a scriverla.
Alle spalle dei caratteri di cui disponiamo nel lungo “catalogo” contenuto nei computer c’è una ricerca stilistica, creativa, estetica che definisce la forma per ogni singolo carattere e persino la funzione.
Il messaggio pubblicitario, ad esempio, (perché sia efficace) deve avere precise caratteristiche. E deve “bucare” l’immaginario di chi legge o guarda per SUSCITARNE L’INTERESSE.

Ma i caratteri non sono un’invenzione del periodo dell’elettronica. Come si può vedere nell’archivio dei caratteri contenuti nelle cassettiere del Museo di Libertà (in totale ci sono 423 mila caratteri mobili), erano innumerevoli già ai tempi della composizione manuale del giornale: i tempi del piombo. Libertà, accanto ai caratteri piccoli per la riproduzione degli articoli, conserva anche antichi e grandi caratteri di legno, necessari per costruire manualmente i titoli. Come si è detto, in un pannello precedente, infatti, le Linotype non potevano creare corpi superiori a 48 punti.
Ma c’è anche un altro uso che Libertà propone con i grandi caratteri tipografici antichi. È un lavoro realizzato dall’artista Giorgio Milani, che da anni compone le sue opere con i caratteri tipografici. Nel 2003 è stato realizzato uno dei portoni d’accesso al Teatro le Rotative che si trova nella sede di Libertà, con la tecnica dell’assemblaggio di caratteri tipografici di legno su struttura metallica. Un’opera significante per chi varca la soglia dell’edificio nel quale, con i caratteri, da quasi un secolo e mezzo, si confeziona informazione.

*Fonti (font)

Le fonti sono set di caratteri completi per stili e dimensioni.
Sono raggruppate in “famiglie” in cui si trovano tutte le varianti dal tondo, al grassetto al corsivo.
Con l’introduzione dei computer le fonti sono diventate file immateriali contenenti dati che forniscono ai computer le informazioni grafiche necessarie per visualizzarle sul video e anche per poterle vedere nelle prove di stampa.

Museo della stampa di Libertà

EDITORIALE LIBERTÀ

Via Benedettine 68 – 29121 Piacenza +39 0523 393939

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Il Museo è aperto
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 20.00
e il sabato dalle 8.30 alle 14.00
ed è visitabile gratuitamente previa prenotazione