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Utilizzata una macchina dedicata
con matrici mobili

Il titolo è
il megafono
della notizia
da pubblicare.

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Composizione a mano e corpi grandi per

dare forza alla notizia.

Titoli

C’è chi pensa che in un titolo stia tutto un intero articolo o il succo più sostanzioso. In parte è vero, in parte no.

Una delle componenti principali del prototipo di pagina che veniva costruito dai compositori sui vantaggi era proprio il titolo.
Era il corpo del carattere a dare voce potente alla notizia.

Tanto importante il ruolo del titolo che per realizzarlo si ricorreva a un’altra macchina tipografica la Nebitype, capace di sfornare titoli grossi (fino al corpo 48).

La Linotype non arrivava a tanto.
Il corpo di dimensione* grande dava più enfasi alla notizia (allora come ora) e così si invogliava il lettore a comprare il giornale.

Il titolo si componeva solo a mano.
Sullo spazio del compositoio** venivano disposte le matrici mobili delle lettere quindi, iniettando piombo fuso con la fonditrice si creava la riga del titolo pronta per essere stampata.

Indice dei contenuti

Funzione molto delicata quella del titolo. Fondamentale. Il titolo ha il suo regno nella prima pagina del giornale.

La “Prima”, come con deferenza viene chiamata in redazione, è la vetrina nella quale viene esposto il lavoro di un’intera giornata di tanti giornalisti, collaboratori, tecnici, grafici, fotografi, tipografi, pubblicitari e via via tutte le figure professionali che ruotano intorno alla fattura di un giornale. Impresa complessa come poche anche per le implicazioni sociali che gli articoli e le notizie riportate determinano per la comunità.

Il titolo ha la funzione di catturare l’attenzione di chi legge, dicendo con poche parole incisive i fatti raccontati. Deve dare elementi al lettore per capire di cosa si parla nelle colonne sottostanti, non deve fuorviarne l’interpretazione e quindi trarre in inganno chi legge, ma non deve essere troppo didascalico: si correrebbe il rischio di svelare troppo. Sarà l’articolo a farlo nei dettagli.

È stato e resta il biglietto da visita o, più prosaicamente, un “antipasto” che introduce la pietanza completa: l’articolo. Restando in metafora, ogni epoca storica ha il suo “gusto” per i titoli, a cominciare dalla loro dimensione.

All’inizio della storia del quotidiano Libertà, i titoli erano quasi sempre molto descrittivi, mai allusivi o basati su costruzioni metaforiche o allegoriche.

Pane al pane, vino al vino. I titoli, a parte quelli delle prime pagine di apertura che tenevano – se importanti – tutte le 8 colonne del giornale, si rincorrevano alla fine dell’articolo precedente e tante volte si risolvevano su una sola colonna. Libertà, prima dell’arrivo delle Linotype, componeva un giornale di sole due pagine, praticamente un foglio, e quindi lo spazio a disposizione non poteva essere “sprecato” in dimensioni gigantesche dei titoli. Più avanti con l’ampliarsi del giornale si vedrà che i titoli assumono anche carattere cubitali…

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*Corpo o dimensione

Viene chiamato anche corpo del carattere. La dimensione viene espressa e misurata in punti tipografici.

**Compositoio

Utensile usato dal compositore per disporvi i caratteri fino ad ottenere delle righe di testo di una certa giustezza

Museo della stampa di Libertà

EDITORIALE LIBERTÀ

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