Ascolta la tappa
08
Dopo la composizione della pagina
la verifica
Prova
di stampa,
a caccia di refusi
col tirabozze.

Le righe erano inchiostrate con un rullo.
Erano le bozze campione.
Tirabozze
Verificare il lavoro fatto con il tirabozze era fondamentale soprattutto per “scovare” gli errori sfuggiti. Il diavoletto dei refusi* trova spesso casa tra le righe dei giornali e tante volte beffa anche il controllo.
Per una lettura veloce del testo messo in pagina le righe venivano disposte su un banco-tirabozze**, erano inchiostrate con un rullo e in questo modo si stampavano le bozze campione passate al correttore di bozze.
La pagina intera aveva un altro percorso.
Infatti veniva disposta su un torchio*** di puntatura di dimensione più grande di quello del tirabozze.
Il passaggio nuovo era rappresentato da un rullo inchiostratore più grande e un piano di puntatura su cui veniva fissato il foglio.
Infine, una volta corretta in tutte le sue parti e “licenziata” dal correttore di bozze, la pagina era pronta per “conoscere” il flano.
Un altro segreto tipografico che introdurrà alla rotativa.
Indice dei contenuti
Potrà sembrare strano, al tempo dei correttori automatici collegati ai programmi di scrittura, dover stampare gli articoli per la rilettura delle bozze finalizzate alla correzione manuale.
Ma i refusi non hanno età. Sono l’insidia dei giornalisti. Nelle redazioni vengono detti scherzosamente i “diavoletti” che mettono la coda nel testo scritto e si insinuano nel fluire delle parole. La bozza, anche oggi, sarebbe utile per la correzione di punteggiature, doppioni o errori di battitura che chi scrive, concentrato sulla costruzione mentale della frase, spesso non cura troppo, anche per la fretta con cui si deve chiudere un articolo da mettere in pagina. Nei giornali, almeno fino a una decina di anni fa, era costume abituale correggere le bozze e la figura del correttore di bozze veniva utilizzata per evitare che le pagine venissero stampate con troppi refusi. Segno di disattenzione che poteva dare un’immagine sciatta della stessa fattura del giornale. Le bozze per la correzione degli articoli sono rimaste per molto tempo una tappa integrante del percorso di stampa.
Al tempo del piombo e dell’utilizzo delle Linotype, la procedura risultava piuttosto complessa in quanto se in una riga c’era un errore, quella riga doveva essere ribattuta per poi sostituire nei vantaggi (il binario fisso in cui veniva costruito l’articolo) quella contenente l’errore.
Nel Museo della Stampa di Libertà si possono trovare le macchine utilizzate per stampare le bozze degli articoli in modo manuale perché fossero controllate dall’autore dell’articolo stesso e, naturalmente, dal correttore di bozze. Una volta completata la battitura, le righe di piombo venivano disposte sul tirabozze, la macchina per la stampa delle bozze campione.
*Refuso
È un errore nella composizione di un testo.
***Torchio
È una macchina a pressione piana che tiene bloccato il foglio da stampare.
**Tirabozze
È un apparecchio utilizzato per stampare le bozze di stampa.